lunedì 31 gennaio 2022

31/01/2022: Avere il coraggio di andare controcorrente

31/01/2022: Avere il coraggio di andare controcorrente

Buona settimana.

La pace è effetto dell'unità. Quando c'è unità fra noi e Dio c'è la pace interiore. Quando c'è unità fra i fratelli c'è la pace fra fratelli. Quando c'è unità fra i popoli, c'è la pace nel mondo.

(Fonte: Centro Chiara Lubich - Tokio, 24 novembre 1985)

domenica 30 gennaio 2022

30/01/2022: Gioire con chi gioisce

30/01/2022: Gioire con chi gioisce

Buona domenica.

[...] Non è raro, tuttavia, fare esperienza di una mancata unità. Una condizione che per i focolari è però l’occasione per “lavorare” a ricostruirla. E “la strada per realizzare l’unità – spiega Maria Voce lasciando la parola a Chiara Lubich – è Gesù Abbandonato” sulla Croce: «Poiché Gesù s’è ricoperto di tutti i nostri mali, noi possiamo scoprire dietro ad ogni dolore […] un suo volto, abbracciare Lui, in certo modo, in quelle sofferenze […] e dirgli il nostro sì come ha fatto Lui. […] ed Egli vivrà in noi, come Risorto». Più tardi – continua – Chiara scorgerà Gesù abbandonato anche nelle divisioni fra le Chiese cristiane: operare, anche qui, per sanare l’unità spezzata è «la principale opera del Movimento dei Focolari».

(Fonte: www.focolare.org/news/2019/11/19)


sabato 29 gennaio 2022

29/01/2022: Cogliere il positivo che c’è negli altri

29/01/2022: Cogliere il positivo che c’è negli altri

Buon fine settimana.

Egli la vuole "perché il mondo creda" (Gv 17,21): è con l'unità che si cambia il mondo, si creano comunione, fraternità e solidarietà. Essa è fondamentalmente un dono di Dio, per questo è indispensabile chiederla con insistenza e fiducia al Padre.

(Fonte: https://www.fokolar-bewegung.ch/it/word-life/parola-di-vita-gennaio-2021)

venerdì 28 gennaio 2022

28/01/2022: Costruire rapporti fraterni

28/01/2022: Costruire rapporti fraterni

Buona giornata.

Il Signore ci fece intendere dolcemente che il nostro compito era come quello di un bambino che getta un sasso nell’acqua. E, attorno a quel sasso, si snodano tanti cerchi sempre più grandi, che, se si vuole, si possono pensare indefiniti. Allora capimmo che noi avremmo dovuto far l’unità attorno a noi, nell’ambiente dove siamo, e che poi – passati di là in cielo – avremmo potuto osservare i cerchi allargantisi, fino a compiere, alla fine dei tempi, il piano di Dio. «Per noi fu chiaro, fin dal primo momento, che quest’unità aveva un solo nome: Gesù. Essere uno, per noi, significava esser Gesù, esser tutti Gesù. Infatti solo Cristo può far di due uno, perché il suo amore che è annullamento di sé, che è non egoismo, ci fa entrare fino in fondo nel cuore degli altri.

(Fonte: L'UNITÀ - www.fokolar-bewegung.ch - Citazione di Chiara Lubich)

giovedì 27 gennaio 2022

27/01/2022: Essere cordiali con ogni prossimo

27/01/2022: Essere cordiali con ogni prossimo

Buona giornata.

«Dobbiamo anzitutto non fermarci mai all'aspetto puramente esteriore, materiale, profano delle cose, ma credere che ogni fatto è un messaggio con il quale Dio ci esprime il suo amore. Vedremo allora come la vita, che può apparire a noi simile ad un tessuto di cui non vediamo che nodi e fili confusamente intrecciati tra di loro, è in realtà un'altra: è il disegno meraviglioso che l'amore di Dio va tessendo sulla base della nostra fede. In secondo luogo, dobbiamo abbandonarci fiduciosamente e totalmente a questo amore in ogni momento, sia nelle piccole cose come nelle grandi. Anzi, se sapremo affidarci all'amore di Dio nelle circostanze comuni, egli ci darà la forza di affidarci a Lui anche nei momenti più difficili, quali possono essere una grande prova, una malattia o il momento stesso della morte. Proviamo allora a vivere così, non certo in maniera interessata, e cioè perché Dio ci manifesti i suoi piani ed avere così consolazione da Lui, ma solo per amore e vedremo come questo abbandono fiducioso è sorgente di luce e di pace infinita per noi e per molti altri».

(Fonte:  C. Lubich, Parola di Vita agosto 1984, in eadem, Parole di Vita, a cura di Fabio Ciardi (Opere di Chiara Lubich 5; Città Nuova, Roma 2017) p. 299.)

mercoledì 26 gennaio 2022

26/01/2022: Costruire la pace con umiltà.

 26/01/2022: Costruire la pace con umiltà.

Buona giornata.

(…)La nostra spiritualità, attuale e moderna, è chiamata spiritualità dell'unità. Essa genera un nuovo stile di vita, assunto da milioni di persone che, ispirandosi fondamentalmente a principi cristiani - senza trascurare, anzi evidenziando, valori paralleli in altre fedi e culture - ha portato in questo mondo, bisognoso di ritrovare o di consolidare la pace, pace, appunto, e unità.

(Fonte: www.centrochiaralubich.org - Sede delle Nazioni Unite (New York), 28 maggio 1997 - Verso l'Unità delle Nazioni e l'Unità dei Popoli - Chiara Lubich ad un Simposio presso l'ONU)


martedì 25 gennaio 2022

25/01/2022: Dare spazio alla voce di Dio dentro di noi.

25/01/2022: Dare spazio alla voce di Dio dentro di noi

Buona giornata.

Il filo spinato, il fumo denso che esce dai comignoli dei forni, le urla degli aguzzini, uomini e donne stremati per i lavori forzati, un odore di morte e un respiro di disperazione. Tutto questo è il lager nazista di Auschwitz. In quella folla di vittime c’è una giovane donna ebrea olandese dotata di una straordinaria intelligenza e di un cuore mistico. Nei fogli sgualciti di un taccuino annota il suo «diario» e il suo sguardo non si perde nel grumo oscuro del male che la avvolge, ma si leva lassù, in quello spicchio di cielo che riesce a intravedere nella baracca in cui è relegata. Ed è in quella contemplazione che «il dominio della morte» circostante scompare e appaiono i campi infiniti del firmamento e la danza delle stelle, e in quei segni brillano la libertà e la bellezza che invano gli oppressori cercano di cancellare sulla terra. Nel cuore fiorisce, allora, la speranza, la pace, la serenità. Noi che, invece, abbiamo tutto spesso non crediamo che questo sia possibile e siamo incupiti, insoddisfatti, agitati. Scriveva ancora questa donna: «La mia vita è un  ininterrotto ascoltare – dentro me stessa e gli altri -Dio. In realtà è Dio che ascolta dentro di me… Di sera, quando, coricata sul letto, mi raccolgo in te, mio Dio, lacrime di gratitudine mi inondano il volto ed è questa la mia preghiera». Tra le vittime delle camere a gas di Auschwitz del 30 novembre 1943 – secondo un rapporto della Croce Rossa – c’era anche lei, Etty (Esther) Hillesum di 29 anni.

(Fonte:  G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori)

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