lunedì 31 agosto 2020

31/08/2020: Raddoppiare l'impegno nel vivere per chi è vicino.

31/08/2020: Raddoppiare l'impegno nel vivere per chi è vicino.
"I bisogni del prossimo richiedono certo risposte efficaci, ma prima ancora domandano condivisione", rammenta ancora Bergoglio. L'immagine usata dal Santo Padre per rafforzare il suo pensiero è quella dell'affamato che "ha bisogno non solo di un piatto di minestra, ma anche di un sorriso, di essere ascoltato e anche di una preghiera, magari fatta insieme". Non serve quindi solamente essere attenti alle "urgenze" dei fratelli più poveri quanto "alla loro necessità di vicinanza fraterna, di senso della vita e di tenerezza.


(Fonte:  http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Papa-l-amore-per-Dio-e-per-il-prossimo-sono-inseparabili)

domenica 30 agosto 2020

30/08/2020: Credere all'amore di Dio con coraggio.

30/08/2020: Credere all'amore di Dio con coraggio.
Certamente noi crediamo, o perlomeno diciamo di voler credere, all’amore dì Dio. Tante volte, però — dobbiamo ammetterlo — la nostra fede non è così coraggiosa come dovrebbe essere. E lo si vede dal modo con cui ci comportiamo nel momento della prova, come nelle malattie o nelle tentazioni. E’ molto facile che ci facciamo assalire dal dubbio: « Ma è proprio vero che Dio mi ama? ». E invece no: non dobbiamo dubitare. Dobbiamo abbandonarci fiduciosamente, senza alcuna riserva, all’amore del Padre. Dobbiamo superare il buio ed il vuoto che possiamo provare abbracciando bene la croce. E buttarci, poi ad amare Dio compiendo la sua volontà e ad amare il prossimo. Se così faremo, sperimenteremo assieme a Gesù la forza e la gioia della Risurrezione. Toccheremo con mano quanto sia vero che, per chi crede e si abbandona al suo amore, tutto si trasforma: il negativo diventa positivo; la morte diventa sorgente di vita e dalle tenebre vedremo spuntare una meravigliosa luce.
(Fonte: Commento alla Parola di Vita di Agosto 1973 - Rivista Gen's)

sabato 29 agosto 2020

29/08/2020: Correre là dove c’è discordia.

29/08/2020: Correre là dove c’è discordia.
Facciamo dell'Unità fra noi (che ci dona la pienezza del gaudio, della pace, della forza) il trampolino per correre, saltare dovunque dove non è unità e farla! Anzi: come Gesù ha preferito la Croce per Sé e non il Tabor, preferiamo anche noi di stare con chi non è in unità, onde soffrire con Lui ed esser certi che il nostro è puro amore! Poi portiamo le conquiste che il Signore ci ha dato di fare nel piccolo ovile di Gesù: l'Unità.
È per questo, Fratelli, che [...] abbiamo preso come unico scopo della vita, come unica Meta, come tutto: Gesù Crocefisso che grida: «Dio mio, Dio mio perché anche tu mi hai abbandonato?»
È Gesù nel massimo Dolore! Disunità infinita... per dar a noi l'Unità perfetta che raggiungeremo relativamente quaggiù e poi assolutamente in Paradiso.
Gesù così infinitamente addolorato ha bisogno della nostra consolazione.
(Fonte:  Chiara Lubich, Gesù abbandonato, a cura di Hubertus Balumeiser, Città Nuova)

venerdì 28 agosto 2020

28/08/2020: Abbiamo fede nella misericordia di Dio.

28/08/2020: Abbiamo fede nella misericordia di Dio.
Un frutto di Gesù abbandonato che non abbiamo molto messo in luce, ma che è pure presente nelle letterine dei primi tempi del Movimento, è la fede sicura nella misericordia di Dio, la certezza del perdono dei propri peccati. Significative queste brevi righe: “Credi, credi all’Amore: Se tutto ha dato per te, tutto ha perdonato dal primo momento che ha visto in te il rincrescimento. Caccia gli scrupoli. Non credi capace Gesù di perdonarti dopo che per te fu in croce abbandonato?” (11.1.45).
(Fonte: “A che sarebbe Lui infinitamente Misericordioso?” - Castel Gandolfo, 3 ottobre 2005 - Chiara Lubich)

giovedì 27 agosto 2020

27/08/2020: Ogni fallimento accresce in noi la forza di ricominciare.

27/08/2020: Ogni fallimento accresce in noi la forza di ricominciare.
Per quanto dure e difficili possano essere le circostanze nelle quali ci troviamo, abbiamo la certezza che esse sono già state fatte proprie e superate da Gesù. Anche se noi non abbiamo la sua forza interiore, abbiamo lui stesso che vive e lotta con noi. «Se tu hai vinto il mondo – potremo dirgli quando ci sentiamo sopraffare dalle difficoltà, dalle prove, dalle tentazioni – saprai vincere anche questa mia ‘tribolazione’. A me, alla mia famiglia, ai miei colleghi di lavoro quanto sta avvenendo sembra un ostacolo insormontabile, abbiamo l’impressione di non farcela, ma con te fra noi troveremo il coraggio e la forza per affrontare questa avversità, fino ad essere “più che vincitori”». Non si tratta di avere una visione trionfalista della vita cristiana, come se tutto fosse facile e già risolto. Gesù è vittorioso proprio nel momento in cui vive il dramma della sofferenza, dell’ingiustizia, dell’abbandono e della morte. La sua è la vittoria di chi affronta il dolore per amore, di chi crede nella vita dopo la morte.
(Fonte: Commento alla Parola di Vita: Abbiate coraggio, io ho vinto il mondo - www.focolare.org)

mercoledì 26 agosto 2020

26/08/2020: Abbandonarci all’amore di Dio che trasforma la nostra vita.

26/08/2020: Abbandonarci all’amore di Dio che trasforma la nostra vita.
[…] secondo altri santi bisogna "abbandonarsi", che è un po' come arrendersi, abbandonarsi alla...: "Quello che succede, succede; la mia vita sarà, da qua a quando parto per il Paradiso, tutta una resa alla volontà di Dio, tutto un abbandono alla volontà di Dio."
(Fonte: Chiara: "Frutti della volontà di Dio secondo i santi - La preghiera del rosario" - Congresso dei e delle gen 2 - Rocca di Papa, 20 gennaio 1981)

martedì 25 agosto 2020

25/08/2020: Incoraggiarsi a vicenda nelle difficoltà.

25/08/2020: Incoraggiarsi a vicenda nelle difficoltà.
Il Crocifisso degli atei
«Gesù considera come alleati ed amici suoi tutti quelli che lottano contro il male e lavorano, tante volte senza rendersene conto, per l’attuazione del regno di Dio. Gesù qui ci chiede un amore capace di farsi dialogo, cioè un amore che, lungi dal chiudersi orgogliosamente nel proprio recinto, sappia aprirsi verso tutti, e collaborare con tutte le persone di buona volontà per costruire insieme la pace e l’unità del mondo. Cerchiamo quindi di aprire gli occhi sui prossimi che incontriamo per ammirarne il bene che operano, qualsiasi siano le loro convinzioni, per sentirci solidali con loro ed incoraggiarci a vicenda nella via della giustizia e dell’amore».
«Poi c’è il mondo che non crede (...): per essi tutto è qui, sulla terra. Dio non c’è. Il Crocifisso che convertirà loro non sarà quello presentato nei primi secoli agli ebrei o agli infedeli. Occorre presentare un Crocifisso in cui Cristo sembri solo uomo: occorre presentare cristiani che amino talmente questi uomini da saper provare, come Gesù abbandonato, se così si può dire, “la perdita di Dio”.
(Fonte: Parola di vita, settembre 1991, in: Città Nuova n. 15-16 (1991) p. 34-35. - Cit. in: CLARETTA DAL RÌ (ed.), Dialogo con persone di convinzioni diverse nella prospettiva aperta da Chiara Lubich, Rocca di Papa 1996, p. 25.)

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