domenica 7 gennaio 2024

07/01/2024: Non dar peso alle offese.

07/01/2024: Non dar peso alle offese.

Buona domenica.

[…] Spesso le famiglie si sfasciano perché non ci si sa perdonare. Odi antichi mantengono la divisione tra parenti, tra gruppi sociali, tra popoli. A volte c’è addirittura chi insegna a non dimenticare i torti subiti, a coltivare sentimenti di vendetta... Ed un rancore sordo avvelena l’anima e corrode il cuore. Qualcuno pensa che il perdono sia una debolezza. No, è l’espressione di un coraggio estremo, è amore vero, il più autentico perché il più disinteressato. "Se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete?" - dice Gesù - questo lo sanno fare tutti: "Voi amate i vostri nemici" (cf Mt 5,42-47). [...]

(Fonte: Centro Chiara Lubich - Chiara Lubich - Commento alla Parola di Vita: Perdona l’offesa al tuo prossimo e allora … - Roma (Città Nuova), 25 luglio 2002)

sabato 6 gennaio 2024

06/01/2024: Essere testimoni credibili.

06/01/2024: Essere testimoni credibili.

Buona Festa dei Re magi.

Per la Chiesa, la testimonianza di una vita autenticamente cristiana, abbandonata in Dio in una comunione che nulla deve interrompere, ma ugualmente donata al prossimo con uno zelo senza limiti, è il primo mezzo di evangelizzazione. L'uomo contemporaneo ascolta più volentieri i testimoni che i maestri (...) o se ascolta i maestri lo fa perché sono dei testimoni.

San Pietro esprimeva bene ciò quando descriveva lo spettacolo di una vita casta e rispettosa che «conquista senza bisogno di parole quelli che si rifiutano di credere alla Parola».

È dunque mediante la sua condotta, mediante la sua vita, che la Chiesa evangelizzerà innanzitutto il mondo, vale a dire mediante la sua testimonianza vissuta di fedeltà al Signore Gesù, di povertà e di distacco, di libertà di fronte ai poteri di questo mondo, in una parola, di santità.

(Fonte: Paolo VI - Evangelii nuntiandi N. 41)

venerdì 5 gennaio 2024

05/01/2024: Farsi responsabili gli uni degli altri.

05/01/2024: Farsi responsabili gli uni degli altri.

Buon giorno.

Avvicinando il fratello, io contraggo una responsabilità per il suo stesso destino eterno e quindi anche per il mio, data la solidarietà che sottostà ai nostri rapporti. Quante volte il peccato del fratello, in minore o maggiore misura, è anche peccato nostro, frana operata dal nostro mancato amore. Quante volte il criminale è spesso un individuo a cui è mancato l’amore, sì che il Crocifisso, sopra la testa dei giudici in tribunale potrebbe ripetere: «Chi è puro scagli la prima pietra!». Quanti fratelli son perduti perché sono stati da noi abbandonati!».

(Fonte: Igino Giordani, Il Fratello, Città Nuova, 2011,  ( Figlie della Chiesa, 1954))

giovedì 4 gennaio 2024

04/01/2024: Accompagnare chi è in difficoltà.

04/01/2024: Accompagnare chi è in difficoltà.

Buon giorno.

[…] Che dire, allora, oggi, ai nostri che si dibattono nella sofferenza? Che augurio far loro? Come comportarci nei loro riguardi? Avviciniamoli anzitutto con sommo rispetto: anche se ancora forse non lo pensano, essi sono in questo momento visitati da Dio. (…) Assicuriamoli anche del nostro continuo ricordo e della nostra preghiera, perché sappiano prendere direttamente dalle mani di Dio quanto li angustia e li fa soffrire e lo possano unire alla passione di Gesù, onde sia potenziato al massimo. Aiutiamoli poi ad avere sempre presente il valore della sofferenza. E ricordiamo loro quel meraviglioso principio cristiano della nostra spiritualità, per il quale un dolore amato come volto di Gesù crocifisso e abbandonato si può tramutare in gioia.

(Tratto da: “Natale con chi soffre”, in: Chiara Lubich, Conversazioni in collegamento telefonico, pag. 265. Città Nuova Ed., Roma 2019.)

mercoledì 3 gennaio 2024

03/01/2024: Sostenerci vicendevolmente.

03/01/2024: Sostenerci vicendevolmente.

Buon giorno.

[…] C’è Gesù dentro di noi. Abbiamo imparato ad amarlo profondamente nelle sue diverse presenze: nell’Eucaristia, nella Parola, quando siamo uniti nel Suo nome, nel povero, nell’autorità che lo rappresenta…, nel profondo del nostro cuore. Possiamo persino imparare ad amarlo nei limiti, nelle debolezze, nei fallimenti, perché Egli ha assunto la nostra debolezza e la nostra fragilità pur non essendo peccatore. Per questo Gesù, Verbo incarnato, avendo condiviso tutto di noi, può sostenerci in ogni prova della vita, suggerendoci come superarla, per ridarci e luce e pace e forza.[...]

(Fonte: Centro Chiara Lubich - Commento alla Parola di Vita: «Questo tesoro lo portiamo in vasi d’argilla» – (2 Cor 4,7). - Chiara Lubich)

martedì 2 gennaio 2024

02/01/2024: Prendersi cura del prossimo.

02/01/2024: Prendersi cura del prossimo.

Buon giorno.

[…] Una famiglia in cui tutti si riconoscono figli e figlie dell’unico Padre, impegnati a vivere tra loro e verso tutti il comandamento dell’amore reciproco. Non per starsene tranquilli fuori dal mondo, ma per uscire, per incontrare, per prendersi cura, per gettare a piene mani il lievito del Vangelo nella pasta della società, soprattutto là dove ce n’è più bisogno, dove la gioia del Vangelo è attesa e invocata: nella povertà, nella sofferenza, nella prova, nella ricerca, nel dubbio. Il carisma dell’unità è uno stimolo provvidenziale e un aiuto potente a vivere questa mistica evangelica del noi, e cioè a camminare insieme nella storia degli uomini e delle donne del nostro tempo come “un cuore solo e un’anima sola” (cfr At 4,32), scoprendosi e amandosi in concreto quali “membra gli uni degli altri”.(cfr Rm 12,5).  [...]

(Fonte: Incontro con la comunità del Movimento dei Focolari - Discorso del santo Padre Francesco -  Sagrato del Santuario Maria Theotokos a Loppiano (Firenze) - Giovedì, 10 maggio 2018)


lunedì 1 gennaio 2024

01/01/2024: Pregare per la pace.

01/01/2024: Pregare per la pace.

Buon inizio 2024



“Può essere portatore di pace chi la possiede in se stesso. Occorre essere portatore di pace anzitutto nel proprio comportamento di ogni istante, vivendo in accordo con Dio e la sua volontà. [...] «... saranno chiamati figli di Dio». Ricevere un nome significa diventare ciò che il nome esprime. Paolo chiamava Dio «il Dio della pace» e salutando i cristiani diceva loro: «Il Dio della pace sia con tutti voi». Gli operatori di pace manifestano la loro parentela con Dio, agiscono da figli di Dio, testimoniano Dio che [...] ha impresso nella società umana l’ordine, che ha come frutto la pace”.

(Fonte:  Cfr. C. Lubich, Diffondere pace, Città Nuova, 25, [1981], 2, pp. 42-43. )

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